Previsioni prezzo Petrolio 2106

commodiies-215x150Il petrolio è uno degli asset preferiti dai trader che investono in opzioni binarie. L’andamento del suo valore, oltre che a interessare molte persone per l’influenza sul prezzo della benzina, è oggetto di studio e speculazione di centinaia di migliaia di investitori in tutto il mondo. Da oltre un anno il valore del petrolio ha subito un crollo vistoso e anche per questo il 4 dicembre si sono riuniti a Vienna i membri dell’OPEC (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio).

Il segretario generale attuale, Abdallah Al Badri, continua a sostenere che il mercato del petrolio è forte come non mai e in piena salute, ma al momento vige un notevole eccesso di produzione. Il prezzo è arrivato a 37 dollari al barile, quando un anno fa era di 62 dollari e due anni sfondava la soglia dei 100 dollari al barile. Attualmente non vige un target di prezzo né un tetto di produzione collettivo per tenere sotto controllo l’offerta. È questo un evento inedito nella storia dell’OPEC, fondata nel 1960. Davanti a questa situazione alquanto anarchica quali sono gli scenari che si intravedono per il prezzo del petrolio nel corso del 2016?

Scenari prezzo petrolio per il 2016

L’OPEC, dopo l’incontro di Vienna, si limita a comunicare che continuerà a monitorare gli sviluppi del mercato petrolifero. Se nessun cambiamento verrà apportato probabilmente il prezzo del petrolio non riprenderà a salire nel breve-medio termine. I principali produttori sembrano presi solo dal conquistare le migliori quote di mercato possibili e continuano a produrre senza freni. Soltanto una falsa notizia riguardo un tetto di produzione che poi non è stato introdotto ha permesso al greggio di salire del 4%, durante l’incontro del 4 dicembre.

Il Venezuela e l’Ecuador hanno proposto un taglio alla produzione, ma il tutto si è chiuso con un nulla di fatto e con l’arrivederci al vertice ordinario del 2 giugno 2016. Intanto le riserve stanno per saturarsi e per saturare il mercato. Per l’anno prossimo si prevede una diminuzione della produzione da parte di chi non fa parte dell’OPEC e un’espansione della domanda. Ma la quantità di petrolio resterà in eccesso rispetto alla domanda, che crescerà troppo poco per smaltire tra l’altro le grosse riserve accumulate. L’OPEC, insomma, aspetta e guarda, almeno stando a quanto fa filtrare all’esterno dalle sue comunicazioni ufficiali.

Un’altra incognita che peserà in maniera rilevante è l’Iran: in seguito alla revoca delle sue sanzioni il paese del Vicino Oriente potrebbe optare per l’immissione sul mercato delle sue scorte di petrolio. E’ difficile prevedere cosa potrà succedere sul mercato, considerato anche che il mondo impara sempre più a consumare meno energia e a produrla attraverso fonti alternative. Per ora i maggiori produttori, come l’Arabia Saudita, l’Angola e la Russia, battagliano per conquistare il primato di vendite di petrolio in Asia, specialmente in Cina. E stanno venendo fuori sempre più società americane che sembrano seguirne l’esempio. Intanto il prezzo continua a scendere e c’è chi dice che a breve assisteremo al raggiungimento della soglia dei 20 dollari al barile. Che, paragonati ai 140 dollari al barile del 3 luglio 2008, fanno sicuramente un certo effetto. Scopri i broker di opzioni binarie che accettano investimenti sul petrolio cliccando qui.

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